Litfiba – Spirito


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Recensione

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Spirito, uscito nel 1994, è il terzo capitolo della cosiddetta tetralogia degli elementi, iniziata con El Diablo (il fuoco) proseguita con Terremoto (la terra) e conclusasi con questo lavoro che rappresenta l’aria.
I Litfiba venivano dai successi del precedente Terremoto un disco duro, cupo e rabbioso.


In questo lavoro la band si affida alla sapiente produzione di Rick Parashar, già produttore di Pearl Jam e Alice in Chains e sposta il tiro verso sonorità più solari e mediterranee. Il lavoro infatti è impreziosito da forti influenze latine e dal frequente uso di strumenti acustici.
Un netto distacco dunque dal sound pesante e cattivo del precedente disco, che tanto aveva esaltato I fans della band.
Da notare inoltre che in Spirito il lavoro delle tastiere è pressochè inesistente, dando maggiore risalto alle chitarre elettriche e acustiche.

Un bellissimo riff introduce il Lo Spettacolo, un brano di puro Rock,dalla grande energia e dal testo zeppo di autocitazioni.

La grande carica dell’opener, non deve però ingannare sulle sonorità dell’album, infatti il vero punto di forza di Spirito, risiede in pezzi intensi ed intimisti come la successiva Animale di Zona, uno dei brani più belli mai scritti dal gruppo. In questa canzone il chitarrista Ghigo da il meglio di se, impreziosendo il brano con emozionanti parti soliste di grande efficacia.
Si prosegue con il mega singolo Spirito, canzone trainante dell’ album, dove influenze latine e strumenti acustici si uniscono all’energia del Rock.
Miscela che si ripete anche in La Musica fa caratterizzata da squarci acustici alternati a forti scariche di adrenalina.
Tammuria, si muove su territori più melodici ed anticipa uno dei capolavori dell’ album, ovvero Lacio Drom, una delle canzoni più rappresentative dei Litfiba. Qui la chitarra di Renzulli si fonde alla perfezione con gli splendidi testi di Pelù.
No Frontiere si evolve su lidi acustici ed affascinanti, ed anticipa la bellissima Diavolo Illuso, forte di un perfetto connubio fra Rock e le sempre presenti influenze latine.
Ora D’aria (preceduta dal breve intermezzo musicale Telephone Blues) è la canzone più pesante e cattiva di tutto l’album. D’obbligo segnalare lo splendido finale del brano, dove la band sprigiona tutta l’energia e la carica di cui è capace.
Chiude il lavoro l’acustica  Suona Fratello.

I Litfiba, con Spirito, sono riusciti a cambiare pelle senza snaturare il proprio sound e il loro stile, sfornando un lavoro, che a distanza di anni, risulta essere uno dei migliori della band.

Tracce

1. Lo spettacolo – 4:10
2. Animale di zona – 4:36
3. Spirito – 4:41
4. La musica fa – 5:12
5. Tammùria – 4:10
6. Lacio drom (Buon viaggio) – 4:12
7. No frontiere – 5:15
8. Diavolo illuso – 4:27
9. Telephone blues – 1:03
10. Ora d’aria – 5:07
11. Suona fratello – 2:10

 

Formazione

* Piero Pelù – voce
* Ghigo Renzulli – chitarre
* Daniele Bagni – basso
* Antonio Aiazzi – tastiere
* Franco Caforio – batteria e marimba
* Candelo Cabezas – percussioni

 

Recensione album scritta da Simo


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