Soulfly – Omen


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Recensione

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Nati da una costola dei Sepultura i Soulfly sono riusciti, anno dopo anno, disco dopo disco, a costruirsi una solida reputazione e una vasta schiera di fan.

 

Il genere ovviamente getta le basi sul pluridecorato Roots della band madre, per espandere le proprie influenze verso sonorità che spaziano dal reggae alla musica tradizionale Brasiliana.

Ogni disco che ho ascoltato dei Soulfly mi ha però sempre lasciato un senzo d’incompiuto e la senzazione che il buon Max poteva fare di meglio (idem per le ultime relase della la band madre Sepultura)
Omen non fa eccezione ma, pur non essendo un capolavoro, si fa ascoltare che è un piacere. L’album si muove su sonorità più dure e cattive dei precedenti lavori, puntando maggiormente sul caro vecchio Harcore/thrash a discapito delle citate influenze della band.
Di grande impatto l’opener Bloodbath And Beyond, Great Depression, Vulture Culture e Jeffrey Dahmer.
Su tutto Omen spicca la chitarra solista di Marc Rizzo che abbellisce ogni brano con gusto e raffinatezza, ma c’ è da dire che in alcuni pezzi sembra quasi fuori contesto, a causa di uno stile chitarristico molto distante dal sound grzzo e pesante  della musica dei Soulfly.. un’arma a doppio taglio insomma!
Vera perla del disco la conclusiva Soulfly 7 che, come da tradizione, è uno strumentale melodico e affascinante, che si discosta totalmente dal sound di Omen.
Il disco nel complesso picchia che è un piacere con canzoni cattive ed ispirate.
Se amate il lato più duro dei Soulfly, Omen è il disco che fa per voi.

 

Tracce

1. Bloodbath & Beyond
2. Rise of The Fallen
3. Counter Sabotage
4. Jeffrey Dahmer
5. Lethal Injection
6. Great Depression
7. Mega-Doom
8. Kingdom
9. Off With Their Heads
10. Vulture Culture
11. Soulfly 7

 

Recensione album scritta da Simo


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