Korn III – Remember Who You Are


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Recensione

orn III – Remember Who You Are, korn nuovo album

Ritornano dopo una pausa di 3 anni i Korn, padrini indiscussi della scena Nu Metal.
Il nuovo parto della band porta il nome di Korn III – Remember Who You Are ed è il nono lavoro in studio del gruppo.


Per chi ricorda, l’uscita dell’omonimo debutto, aveva destato oltre che interesse ,anche una certa ostilità da parte dei puristi che ritenevano che la musica della band fosse una vera e propria offessa alla pentatonica. In effetti lo stile della gruppo, fatto di dissonanze, ritmiche ostiche e un cantato tutt’altro che melodico, non lascia scampo: o lo si ama o lo si odia.
I nostri erano riusciti negli anni però ad “addolcire” il proprio sound e a rendere le canzoni meno ostiche e più abbordabili, deludendo forse i fans dei primi due album ma guadagnando in successo e popolarità.

Con questo lavoro i Korn ritornano sui propri passi, abbandonando le sonorità degli ultimi deludenti lavori, e orientando il sound verso il mitico debutto, sfornando un disco malato e malsano dove chitarre dissonanti e ritmiche quasi tribali accompagnano i deliri dell’isterico Jonathan Davis.
Ne è un esempio la seconda traccia Olidate (preceduta da un inutile intro dal titolo di Uber-time) caratterizzata da riff stoppati e un ritornello urlato,  stile ricalcato anche nella successive Pop a Pill e Fear is a place to live.
Lead the parade cambia un pò le carte in tavola velocizzando le ritmiche e deliziandoci con una splendida performace da parte di Jonathan Davis.
Da segnalare anche l’ottima Are You Ready to Live? e la spettrale The past dove un buon riff anticipa un ritornello ficcante e coinvolgente.
Purtroppo il disco contiene anche brani non all’altezza come la conclusiva Holding All These Lies o Never Around dove l’interpretazione di Davis, con tanto di risate sataniche, sfiora il redicolo.
In definitiva l’album si mantiene su livelli accettabili, ma non aggiunge niente di nuovo alla carriera del gruppo, che tenta di ritrovare la credibilità perduta con un album, che a conti fatti, risulta essere transitorio.

Se non avete mai digerito i Korn questo lavoro non vi farà certo cambiare idea.
Per i fan

Tracce

Uber-time
Oildale (Leave me alone)
Pop a pill
Fear is a place to live
Move on
Lead the parade
Let the guilt go
The past
Never around
Are you ready to live?
Holding all these lies

 

Recensione album scritta da Simo


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