Slash – Slash


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nuovo album slash

Recensione album

Dopo una spasimante attesa è finalmente uscito il nuovo album di Slash.
I fan del chitarrista, avranno sicuramente seguito le notizie che giungevano dal web sul tanto desiderato album.
Il titolo scelto è semplicemente Slash ed è, a tutti gli effetti, il primo lavoro solista dell’ex Guns n’Roses.
Come molti ben sapranno, l’album è pieno zeppo di ospiti, infatti inizialmente si doveva intitolare Slash’n’Friends.
Ascoltando il disco si ha l’impressione di un lavoro ben bilanciato, tra brani più melodici e di ampio respiro e possenti cavalcate Hard Rock.

Veri punti di forza dell’album sono, oltre che all’ eterna chitarra dell’ex Guns n’ Roses, un’eccellente qulità compositiva e soprattutto la splendida performace dei vari cantanti.
Ghost, opener del disco, ha come ospite Ian Asbury (The Cult) che ha l’onore di aprire le danze con una rock.song melodica ed orecchiabile.
{loadposition phoca} Il Guru Ozzy Osbourne ci regala la sua voce in Crucify The Dead, brano arricchito dagli ottimi solo del chitarrista.
La tanta attesa Fergie, degli amati/odiati Black eyes Peas, ci toglie ogni dubbio sulle sua qualità canore,  rendendo Beautiful Dangerous un ottimo brano Rock/Pop.
Myles Kennedy canta in ben due canzoni e cioè in Starlight e Back from Cali. Entrambi si distinguono per buone aperture melodiche ed ottimi refrain. Starlight spicca anche per il lavoro solista del chitarrista.
Uno dei più belli e riusciti brani dell’album porta il nome di Promise, ed è interpretato da un  Chris Cornell in stato di grazia. La canzone, è un esempio di quanto un grande cantante possi fare la differenza.
Tutto l’album mantiene sempre un’altissima qualità e, merito anche la varietà dei brani, non stanca mai.
Si va da brani lenti e melodici come Gotten (con Adam Levine), o Saint Is A Sinner Too (con Rocco de Luca) a vere proprie iniezioni di adrenalina come Doctor Alibi, splendido incrocio tra Guns n’ Roses e Mothoread, cantata dal sempre verde Lemmy Kilmister.
Slash trova anche il posto per inserire un brano strumentale (Watch This Dave)  in cui sfoggia tutto il suo feeling.
Se masticate pane e metal allora non potete fare a meno di Nothing To Say con Matthew Shadows alla voce. Ottimo tiro e bellissimo ritornello.
Altra perla è We’re All Gonna Die (Iggy Pop/Ron Wood), buon riff, bel refrain e ottimi solo.
Da segnalare che in Giappone, in anticipo all’uscita dell’album, è uscita un’ottima cover di Paradise city (cypress hill, fergie, chris chaney, josh freese) che non mancherà di alimentare polemiche.
In definitiva, il primo album solista del riccioluto chitarrista, si rivela uno splendido lavoro, curato nei minimi dettagli e ricco di ottime canzoni.
Forse non troverete la nuova Sweet child o’ mine ma Slash rimane un grande esempio di vero Rock.
Per quanto mi riguarda, il nuovo album di Slash rimarrà per molto tempo a suonare nelle casse del mio stereo.

Tracklist

01. Ghost (Ian Astbury/Izzy Stradlin’/Lenny Castro)
02. Crucify The Dead (Ozzy Osbourne)
03. Beautiful Dangerous (Fergie)
04. Back from Cali (feat Myles Kennedy)
05. Promise (Chris Cornell)
06. By The Sword (Andrew Stockdale/Travis Barker)
07. Gotten (Adam Levine)
08. Doctor Alibi (Lemmy Kilmister)
09. Watch This Dave (Dave Grohl/Duff McKagan)
10. I Hold On (Kid Rock)
11. Nothing To Say (M Shadows)
12. Starlight (Myles Kennedy/Steve Ferrone)
13. Saint Is A Sinner Too (Rocco De Luca)
14. We’re All Gonna Die (Iggy Pop/Ron Wood)

Recensione album scritta da Simo