David Gilmour – Luck and Strange: il suo capolavoro solista


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A nove anni di distanza da Rattle That Lock, David Gilmour torna con Luck and Strange, pubblicato il 6 settembre 2024. E lo fa in grande stile: questo è senza dubbio il suo miglior lavoro solista, un disco capace di emozionare, stupire e restare dentro per giorni. Lo stesso Gilmour ha dichiarato che si tratta del migliore album che abbia realizzato dai tempi di The Dark Side of the Moon, e per una volta non è semplice retorica promozionale.


Un ritorno che vale l’attesa

Luck and Strange è un album intimo, riflessivo, costruito con pazienza e profondità. Prodotto da Charlie Andrew (noto per il lavoro con Alt-J e Marika Hackman), il disco porta una ventata di freschezza produttiva senza tradire l’anima di Gilmour. Le session, durate cinque mesi tra Brighton e Londra, hanno dato vita a un lavoro coerente, denso di emotività e con una qualità audio straordinaria.

I testi, scritti quasi interamente dalla moglie Polly Samson, compagna creativa di Gilmour da tre decenni, esplorano temi profondi: la vecchiaia, la mortalità, i fantasmi del passato, la famiglia. C’è una maturità poetica in queste parole che si sposa perfettamente con la musica delicata e avvolgente del chitarrista.


L’ombra di Richard Wright e un album di famiglia

Uno degli aspetti più toccanti dell’album è la presenza del compianto Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd, nella title track Luck and Strange. Le note di Wright provengono da una registrazione del 2007 — una “Barn Jam” che Gilmour ha recuperato e incastonato nel brano come un omaggio silenzioso, quasi un dialogo tra vecchi compagni che la vita ha separato. È un momento di rara bellezza e di grande carica emotiva.

Ma Luck and Strange è anche un album di famiglia in senso letterale: la figlia Romany Gilmour canta e suona l’arpa su Between Two Points, una cover dei Montgolfier Brothers che diventa uno dei momenti più delicati e sorprendenti del disco. Il figlio Charlie Gilmour, invece, ha co-scritto i testi di Scattered.


I brani: un viaggio tra luce e ombra

Black Cat apre il disco come strumentale etereo e malinconico, quasi un paesaggio sonoro che prepara l’anima all’ascolto. The Piper’s Call cresce con eleganza dall’acustico all’elettrico, con un arrangiamento che incorpora ukulele e djembe in modo del tutto inaspettato.

A Single Spark è forse il brano più immediatamente riuscito: melodia soffusa, testo toccante, e un assolo di Gilmour che è pura poesia chitarristica — memorabile, cesellato, capace di dire ciò che le parole non potrebbero. Vita Brevis è una breve parentesi strumentale, quasi una riflessione sospesa tra due mondi.

Dark and Velvet Nights è il brano più rock dell’album, con un Hammond potente e una chitarra più incisiva che richiama certi momenti dei Pink Floyd. Sings è intima e notturna, una ballad che si insinua lentamente sotto la pelle.

Scattered: il capolavoro del disco

E poi c’è Scattered, il vero gioiello di Luck and Strange. Con i testi scritti dal figlio Charlie, la canzone è un affresco cosmico e melanconico che per certi versi ricorda Echoes. Ma è l’assolo di chitarra di Gilmour a lasciare senza fiato: lungo, spiralato, carico di feeling e di uno screaming interiore che pochi chitarristi al mondo riescono ancora a evocare. È il tipo di assolo che si ascolta con gli occhi chiusi, che mette i brividi, che ricorda perché David Gilmour è da decenni uno dei più grandi chitarristi della storia del rock. L’assolo di Scattered è, semplicemente, bellissimo.


La critica internazionale

Le opinioni della stampa internazionale e specializzata sono generalmente positive, con qualche distinguo. Molti critici concordano nel definire l’album “raffinato, elegante, intimo e commovente”. Ondarock lo considera uno dei suoi migliori lavori solisti; Progreport ne elogia la costruzione e la varietà stilistica. Debaser è più cauto e sottolinea come il disco non “faccia saltare sulla poltrona”, riconoscendone però il valore emotivo e la classe.

Rolling Stone Italia nota come l’album non si discosti radicalmente dai precedenti lavori solisti, ma ne riconosce la solidità compositiva e l’impeccabile qualità tecnica. Chi cerca un Gilmour rivoluzionario potrebbe restare a bocca asciutta; chi cerca un Gilmour sincero, maturo e ispirato troverà in Luck and Strange un disco da ascoltare e riscoltare con piacere crescente.


Tracklist

  1. Black Cat (Instrumental)
  2. Luck and Strange (con Richard Wright)
  3. The Piper’s Call
  4. A Single Spark
  5. Vita Brevis (Instrumental)
  6. Between Two Points (feat. Romany Gilmour)
  7. Dark and Velvet Nights
  8. Sings
  9. Scattered
  10. Yes, I Have Ghosts (bonus track CD)
  11. Luck and Strange – Original Barn Jam (bonus track CD)

Verdetto

Luck and Strange è il disco della maturità consapevole, un’opera che non ha bisogno di gridare per imporsi. David Gilmour dipinge con la sua chitarra come sempre, con quel tono inconfondibile che appartiene solo a lui, quella voce graffiata dal tempo ma sempre carica di calore. Se cercate la sua migliore registrazione solista in assoluto, avete trovato il disco giusto.